Internet Wimax Italia
WiMAX (Worldwide Interoperability for Microwave Access) è un protocollo di telecomunicazioni che consente l’accesso a reti di telecomunicazioni a banda larga e senza fili. La revisione attuale del WiMAX fornisce fino a 40 Mbit / s con l’aggiornamento dovrebbe offrire fino a velocità di 1 Gbit / s fissi. Il nome ‘WiMAX’ stato creato dal WiMAX Forum, che è stato costituito nel giugno del 2001 per promuovere l’interoperabilità e la conformità della norma. Il forum WiMAX descrive come ‘una tecnologia basata su standard che consente la consegna di ultimo miglio di accesso wireless a banda larga come alternativa al cavo e DSL’. nWiMAX si riferisce a implementazioni interoperabili della IEEE standard 802.16 wireless-reti (ratificata dal WiMAX Forum), in analogia con Wi-Fi, che si riferisce alle implementazioni interoperabili di standard IEEE 802.11 Wireless LAN (ratificata dal Wi-Fi Alliance). La certificazione WiMAX Forum consente ai fornitori di vendere i propri dispositivi WiMAX come (fisso o mobile) certificati, garantendo così un livello di interoperabilità con altri prodotti certificati, a patto che si adattano allo stesso profilo. nLa ragione del ritardo italiano è stata la precedente assegnazione della bande di frequenza al Ministero della Difesa. Nella suddetta banda di frequenze (200 MHz) sono state attualmente previste 3 concessioni di 21+21 MHz ciascuna, attraverso aste su base macro-regionale e regionale. L’asta pubblica per l’assegnazione delle frequenze riservate al Wi-Max, inizialmente prevista per settembre 2007, si è svolta l’11 ottobre in base alle indicazioni del Secondo Decreto dell’allora ministro Paolo Gentiloni (il primo decreto riguardava la liberalizzazione delle frequenze del Wi-Fi in luoghi pubblici). nL’asta aveva oggetto la concessione in esclusivo dell’utilizzo delle frequenze dedicate al Wi-Max relativamente al territorio di una provincia o regione per la durata di 10 anni rinnovabili per altri 10, a fronte di un canone annuale da pagare al Ministero delle Telecomunicazioni per l’utilizzo delle frequenze (l’etere è parte del demanio, proprietà dello Stato). nLe associazioni dei consumatori avevano chiesto, senza esito, al Ministero di escludere dal bando di gara la partecipazione dei grandi operatori di telefonia, evitando che si creasse nel settore del Wi-Max un monopolio e un controllo delle tariffe analogo a quello presente per la telefonia e Internet su doppino, e che gli operatori potessero utilizzare la presenza in questo nuovo mercato per praticare tariffe identiche a quelle della telefonia tradizionale e del traffico Internet su cellulare e non subire la concorrenza. nGli investimenti per le reti Wi-Max sono dell’ordine delle migliaia di euro: poche decine di euro per le schede wireless per connettere gli utenti finali, alcune centinaia per le antenne che rilanciano il segnale, alcune migliaia per l’hotspot collegato alla rete via cavo. nL’asta si è conclusa il 27 febbraio 2008 con l’assegnazione di tutte le licenze, con un incasso per l’erario di poco superiore ai 136 milioni di euro. Retelit ha attivato il servizio in Lombardia (province di Milano, Brescia, Como, Bergamo, Varese, Lodi, Cremona, Sondrio); Emilia-Romagna (Province di Parma e Bologna); Liguria(provincia di La Spezia); Toscana (province di Massa Carrara, Arezzo, Lucca e Livorno); Veneto (provincia di Treviso); Friuli Venezia Giulia (provincia di Udine). nLa città di Cremona, grazie a Linkem e ad AemCom, è una fra le prime città d’Italia ad usufruire di questo servizio. La provincia di Cremona è invece coperta dall’operatore Retelit e Aemcom commercializza i servizi di WimAX di retelit su tutto il territorio di copertura. nL’impresa USTelematics negli Stati Uniti presenta il servizio 4VDO che tramite il Wimax trasmetterà i canali televisivi all’interno delle automobili. nIl WiMAX e’ forte antagonista del HSPA ed LTE quindi degli operatori mobili GSM UMTS italiani, perché va ad offrire lo stesso servizio dati, rispetto ad un servizio UMTS potrebbe avere costi di connessione inferiori questo a scapito di una mobilità inferiore rispetto ad un servizio radiomobile.